La sociologia non potrà più avvelersi della qualità e delle doti professionali del collega Lucio.
La sua storia umana ,il suo percorso professionale è costernato da tanti successi.
Lo ricordo con affetto sia come uomo che come collega che ha saputo costruire un percorso professionale che tanto ha dato alla crescità della nostra professionalità.
il collega Enrico Vaccaro
giovedì 18 settembre 2008
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2 commenti:
Lo ricordano con affetto e molta tristezza quanti gli sono stati vicino fino all'ultimo e quanti da tempo non lo sentivano,ma che non domenticano il suo impegno e le tante iniziative comuni.
Remo Siza
Credo che con la scomparsa di Lucio Luison è andata via, oltre che un grande persona ed un ottimo sociologo, anche una stagione densa di impegni e di azioni volti a rafforzare e valorizzare complessivamente la professione del sociologo nel nostro Paese. Una stagione caratterizzata da momenti di forte ottimismo ma anche di amare e cocenti delusioni per alcuni importanti obiettivi che ci eravamo proposti sul piano della definitiva legittimazione e del riconoscimento ufficialmente normato della professione sociologica. Una stagione è dunque finità e con essa ci ha lasciato un nostro insostituibile compagno d'avventura. Ma una nuova stagione, per i sociologi italiani, sembra essere arrivata e ci vede ancora in molti pronti a continuare la sfida nel solco tracciato e condiviso con l'amico Lucio. Due ricordi:
il primo: era lo scorso mese di giugno quando ho parlato con Lucio. L'ho fatto in occasione dell'ultimo libro che ho scritto (La Professione del Sociologo nel SSN, F.Angeli) e al quale lo stesso amico friulano ha contribuito con un suo interessante scritto. Ebbene,in detta occasione,anche se con un velo di leggero pessimismo (forse avvertiva il presagio di quello che di li a poco gli sarebbe accaduto)Lucio manifestava ancora, nonostante le tante e defaticanti battaglie, una volontà a lottare ancora per la causa dei sociologi e della sociologia italiana.
Il secondo ricordo: erano circa le 14,30 di una afosa domenica di luglio e mi trovavo al tavolo di un ristorante con la mia famiglia, quando mi arrivò, inaspettata, la sua telefonata ere lui che mi diceva: "Francesco, proprio in questo momento ho finito il saggio per il tuo libro e mi accingo ad inviartelo via e mail...". Il fatto che mi avesse telefonato di domenica e a quell'ora mi colpì molto e credo che rimarrà indelebilmente impresso nella mia mente per sempre. Non avendo potuto farlo allora di persona lo faccio adesso e dico "grazie di cuore Lucio, rimarrai per sempre nella mia mente e nelle mie più profonde emozioni".
Francesco Panza
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